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Come Fare Freestyle: Tecniche ed Esercizi

Come fare Freestyle: Semplici Tecniche ed Esercizi Pratici

Ti piace fare freestyle, non è vero? Magari hai iniziato da poco improvvisando rime nella tua camera. Magari hai fatto le prime battaglie a scuola o nel parcheggio sotto casa e quindi stai pensando di iscriverti ad un contest.

Sicuramente starai cercando un modo per affinare la tua tecnica e diventare un bravo freestyler, ma le guide in materia scarseggiano o si limitano a qualche consiglio generico.

Ecco perché ho deciso di fornirti questa guida con alcuni esercizi pratici per aumentare la tua elasticità mentale e farti trovare sempre pronto. Leggendola, ed applicandoti, imparerai a fare freestyle in modo scorrevole e quasi automatico.

Cos’è il Freestyle?

Iniziamo con le nozioni base, se proprio sei agli inizi. Il freestyle, nel rap, è l’arte di improvvisare rime al momento. E’ l’arte di costruire un discorso, di descrivere un pensiero o una persona, in rima e senza preavviso. E’ l’arte di accattivarsi la simpatia del pubblico, di interpretarne l’umore, di farlo urlare quando chiudi una rima memorabile.

Io lo chiamo “il paradosso del freestyle”: ci vuole tanto impegno per farlo bene, ma è possibile farlo in qualsiasi momento, senza beat, solo con la propria voce e le proprie idee.

Il mio rapporto con il freestyle

Ho fatto freestyle, continuamente, per una quindicina d’anni, partecipando a qualche contest e raggiungendo anche bei risultati. Il mio primo contest è stato contro Ghemon (quando ancora faceva rap) con Danno dei Colle Der Fomento in giuria. Era la mia prima volta ed ero molto impacciato, infatti lui passò il turno (avevo solo 15 anni, abbiate pietà!)

Mai sconfitta fu più utile: iniziai ad allenarmi ogni giorno, diventando conosciuto nella mia città come freestyler. In seguito mi sono misurato in altri contest con artisti come Low Low e Hyst e ho scoperto in ogni sfidante una miniera d’oro di stimoli per migliorare me stesso.

Come Fare Freestyle? Semplicemente Allenandosi!

Non servono poteri magici, non credere alla favola della predestinazione artistica. Per diventare bravo nel freestyle bisogna solo allenarsi ogni giorno e mantenere attive le sinapsi! Costanza e dedizione, costanza e dedizione.

Gli ATPC, un grande gruppo della old-school, dicevano così nell’album “Anima e Corpo”:

“Questa roba non si mastica se non ci si applica / ogni giorno un’ora di freestyle come ginnastica.”

E avevano ragione! Prima di tutto ritagliati almeno un’oretta al giorno, senza eccezioni, da qui a sei mesi. Da adesso in poi dovrai dedicare almeno 60 minuti della tua giornata ad improvvisare rime, senza se e senza ma.

Non è importante dove o quando. Mentre vai a scuola, mentre guidi, mentre sei sotto la doccia: qualunque momento è buono per un po’ di freestyle!

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Consigli per Improvvisare

Prima di addentrarci nell’ambito degli esercizi pratici, ti darò qualche consiglio per entrare nello stato mentale del freestyle e per liberare la mente. Method Man (Wu-Tang Clan) lo ha definito come una sorta di trance, uno stato alterato in cui tutto è possibile.

In effetti è proprio così: per improvvisare le rime c’è bisogno di calma interiore, quindi ogni agitazione deve essere bandita per far scorrere le idee.

Consiglio 1: Libera la Mente

Lo so, prendo il freestyle da un punto di vista non convenzionale. Ma, credimi, liberare la mente è il primo step per lasciar fluire i pensieri. Ricordo che anni fa praticai meditazione theravada: non puoi immaginare i freestyle che mi uscivano dopo un’ora di rilassamento.

Al contrario, quando ero agitato o nervoso, le rime uscivano a fatica. Tutta l’energia si concentrava sul mio problema invece di lasciare libera la mente di correre.

In che modo puoi liberare la mente? Inizia meditando, prima di fare freestyle. Siediti in posizione comoda e rilassata e rimani 5 minuti ad ascoltare il tuo respiro, senza forzarlo. Senti l’aria che entra ed esce dalle tue narici, rallenta il battito cardiaco e abbassa le frequenze della tua testa. Cerca di non pensare a nulla ma sposta l’attenzione soltanto sul tuo respiro. Ti assicuro che al termine dei 5 minuti ti sentirai più rilassato e la tua mente sarà sgombra da pensieri inutili.

Consiglio 2: Non Bere e Non Fumare

Hai capito bene, evita l’alcool o altro quando stai facendo freestyle. I freestyle da ubriaco sono sempre pietosi, e fumare ti rallenta soltanto.

Ricordo che una volta Clementino, grande talento nel freestyle, mi disse che lui evitava di bere prima di andare sul palco, e per tutta la durata del live preferiva rimanere lucido. Lo considerai un grande consiglio da professionista.

Lo so che lo stereotipo del rapper ci vuole sempre avvolti da una nuvola di fumo e con una bottiglia in mano, però credimi: la lucidità è l’ingrediente essenziale per una buona improvvisazione.

Consiglio 3: Pensa mentre Rappi

Sembra una cosa strana, ma il freestyle è tutto qui: è una sorta di perenne equilibrio fra le cose che stai dicendo e quelle che stai per dire. Riuscire a fare una rima mentre pensi già a quella dopo non è una cosa semplicissima, ma l’allenamento costante aiuterà molto questo processo.

Ricordati di non forzare questo meccanismo: lascia che emerga naturalmente, lo sentirai arrivare dopo un po’ di pratica. Fallo tuo e questa condizione mentale arriverà spontaneamente da te ogni volta che improvviserai.

Pensa al freestyler come ad un giocoliere con 2 o 3 birilli: ci vuole sempre la massima attenzione per prendere un birillo mentre l’altro è ancora in volo. Per te vale la stessa regola: mai distrarsi!

Barre di Supporto e Punchlines

Nel freestyle, solitamente, ci si muove “a barre”. Significa che, andando a gruppi di due, le barre hanno questa struttura:

  • Rima di supporto
  • Punchline

Come saprai, la punchline è la barra in cui si concentra la rima che spettina il pubblico, quella col gioco di parole o con l’insulto memorabile. La prima barra, invece, serve a prendere respiro e a infilarci una rima d’appoggio che permetta poi alla punchline di uscire in tutto il suo splendore.

Prendiamo ad esempio la finale di Nitro contro Ensi in MTV Spit.

Ensi aveva appena detto a Nitro che gli avrebbe cambiato il pannolino, quindi gli ha dato del bambino, in poche parole. La risposta di Nitro è stata:

“Se arrivo con le rime in improvvisazione / Anche a te danno il pannolino ma perché sei in pensione!”

In questo caso, la prima rima serve da supporto per dare slancio alla seconda, quella cui ribalta il concetto del pannolino da bambino a pensionato. Questo non significa che la prima rima sia meno importante della seconda: semplicemente serve come appoggio complementare perché nel freestyle, di solito, l’attenzione si concentra tutta sulla seconda rima. Quella che fa urlare il pubblico.

Quando improvvisi, devi comportarti allo stesso modo. Pensare mentre si rappa significa questo: finire una barra, pensare alla barra dopo, alla rima con cui terminerà e alla barra d’appoggio che darà risalto alla tua punchline.

Consiglio 4: Sii Espressivo

Il freestyle non è un’attività che si realizza in solitaria: spesso e volentieri c’è della gente intorno a te, o uno sfidante davanti. Insomma, devi rapportarti con altri al di fuori di te stesso.

Solitamente, quando fai freestyle su un palco, una mano tiene il microfono e l’altra è libera. Quando lo fai in strada, hai entrambe le mani libere.

Questo cosa significa? Che puoi utilizzare il linguaggio del corpo per veicolare le tue rime. Disegna i concetti che stai rappando, gesticola, fai smorfie, rivolgiti al pubblico e guardalo negli occhi senza paura. Così facendo instaurerai con esso un rapporto di empatia, e sarà più propenso a partecipare e a stare dalla tua parte. Ricorda che, soprattutto nelle battle, è importante che le tue punchlines facciano esaltare e urlare la gente. L’effetto “urlo” si espande a macchia d’olio, e da cinque persone potresti contagiarne venti, decretando così la vittoria a tuo favore.

Guarda negli occhi anche lo sfidante, se stai facendo un contest. La gara è in primo luogo psicologica, e dovrai scoraggiarlo, intimidirlo, approfittare di suo ogni attimo di debolezza per portare a casa il risultato. L’importante è non distrarsi mai ed essere sempre sereni, con un bel sorriso rilassato. Nulla ti scalfisce. Magari dentro di te, se sei alle prime sfide, stai morendo di ansia… ma questo il tuo avversario non lo sa se non lo dai a vedere!

Consiglio 5: Studia la Situazione

Ti chiederanno di improvvisare alle feste, ti chiederanno di improvvisare dopo un live, ti chiederanno di improvvisare in classe. Ovunque sarai, se diventerai bravo, ci sarà sempre qualcuno che ti chiederà un paio di rime. Tanto vale arrivare preparati.

Studia sempre la situazione intorno a te, trova parole che facciano rima con i nomi della gente che hai accanto, con il loro abbigliamento, con gli oggetti intorno a te. Così facendo, quando arriverà il “momento della verità”, avrai già una buona scorta di materiale da utilizzare e plasmare a tuo piacimento.

I rappers che fanno freestyle sono maestri nello studiare la situazione. Un esempio è visibile in tutti i contest di freestyle in cui i rappers si alternano. Facci caso: ogni volta che uno dei due sfidanti rappa, l’altro diventa una sorta di registratore. Registra tutte le parole che dice l’altro per rigirargliele contro al turno successivo. Si crea già un primo schema di rime, l’ossatura per la propria strofa.

Consiglio 6: Tieni da Parte un Serbatoio di Rime

Sì, il freestyle è solo improvvisazione, lo sappiamo, la teoria è bellissima. Ma la pratica?

Se ascolto un freestyle posso dirti con sicurezza se quella rima è stata fatta al momento o è stata pensata in precedenza. Nella realtà concreta, il freestyle è un mix di questi due elementi: rime “pensate” e rime totalmente improvvisate.

Uno degli esempi più lampanti è il famoso contest fra Ensi e Mondo Marcio: ad un certo punto Mondo Marcio disse ad Ensi di mangiare una merendina… tirando fuori dalla propria tasca una merendina!

Il fatto è che ogni rapper, durante un freestyle, potrebbe ritrovarsi a corto di rime. Magari ti distrai per un secondo e il tuo castello di carte inizia a crollare. Una rima di supporto, magari pensata in precedenza, può toglierti d’impaccio. Ovviamente stai molto attento a non costruire freestyle solo con rime già preparate: sono armi “improprie” che possono salvarti una volta, ma se esageri la gente capirà la differenza, e non c’è niente di peggio di un freestyler che non improvvisa!

Ti dico per esperienza che, man mano che farai freestyle, questo serbatoio di rime prenderà forma nella tua testa. Ti ritroverai, mentre ti alleni, ad utilizzare la stessa rima fatta il giorno prima, o uno stesso intercalare quando stai “elaborando la punchline”. Non c’è niente di male: basta esserne coscienti e usare il serbatoio con parsimonia senza ripetersi.

Consiglio 7: Non Accelerare!

Evita di correre troppo: l’extrabeat nel freestyle è difficile. Se già sei esperto nell’improvvisazione puoi cercare di accelerare gradualmente, fino a fare freestyle al doppio della velocità. Se, invece, sei ai primi passi, ti consiglio di dare peso ad ogni singola parola. Meglio poche rime ma ragionate che tante rime buttate a caso. Less is more, come si suol dire, specie in un ambito in cui è necessario che chi ti ascolta capisca ogni singola parola.

Consiglio 8: Fai Riferimenti alla Cultura Popolare

La gente, si sa, si esalta quando sente qualcosa in cui può rispecchiarsi. Allo stesso modo, nel freestyle, nominare un personaggio famoso o un fatto recente di cronaca può aiutarti a empatizzare con il pubblico. Fortunatamente, oggi, internet ci offre una grandissima varietà di temi, meme, curiosità ed eventi da utilizzare per le nostre rime.

Esercizi Pratici per Fare Freestyle

Ti ho dato qualche consiglio su come fare freestyle: ora però passiamo alla pratica. Nei paragrafi successivi ti descriverò alcuni esercizi che ho fatto per allenarmi e per diventare più bravo. Ti dico già da subito che i risultati concreti li vedrai dopo qualche settimana, quindi non buttarti giù e inizia ad allenarti costantemente.

Ricorda che il cervello va allenato proprio come un bicipite: non puoi vincere le olimpiadi senza allenamento. Per il freestyle vale la stessa regola.

Esercizio 1: il Vocabolario

Facevo questo esercizio per ampliare la mia lista di parole e per aumentare la mia elasticità mentale. Ti assicuro che funziona e ti stimola a creare nuove rime.

Prendi un vocabolario, aprilo a caso dieci volte e segnati le prime parole che trovi sulla pagina. Puoi anche andare su Google e cercare dieci vocaboli casuali. Ora dovrai fare un freestyle di senso compiuto su queste dieci parole. Non ti bastano? Trovane altre dieci e ripeti fino allo sfinimento!

Con questo esercizio scoprirai tante parole che prima non conoscevi e allenerai le tue sinapsi nell’ideare relazioni tra i vocaboli casuali che sceglierai.

Esercizio 2: Freestyle ad Argomento

Questa è una variante del primo esercizio, ma un po’ più libera. Seleziona su internet o su un giornale un argomento casuale (più è strano e meglio è) e fai freestyle su quel tema. Puoi anche leggere le ultime notizie e improvvisare su un tema di attualità.

Questo esercizio ti aiuterà a mantenere una linea di coerenza quando farai freestyle. Alcune sfide di freestyle hanno come prova finale – o iniziale – proprio il freestyle ad argomento. Ci vuole poco a scriversi le punchline, ma un vero improvvisatore riesce a creare rime dal nulla, su qualsiasi cosa.

Esercizio 3: Freestyle con una Sola Rima

Questo è arduo, ma fattibile: devi resistere due o tre minuti usando soltanto parole che finiscono con la stessa rima.

Questo esercizio, all’apparenza stupido, ti aiuterà a potenziare il tuo serbatoio di rime.

Esercizio 4: Identikit

Questo esercizio ti servirà per quando avrai davanti uno sfidante e dovrai demolirlo in tempo record. Affacciati alla finestra, vai su Instagram, insomma focalizzati su una persona. Osservala, guarda il suo volto, il suo corpo e inizia a fare freestyle su di lei. Scherza sui suoi difetti, fai battute, ironizza il più possibile. So che questa è una pratica “scorretta” dato che viviamo in tempi in cui si parla molto di politically correct. Durante le sfide, però, tutto è concesso, e stai certo che il tuo avversario non sarà dolce ed educato con te!

Ovviamente puoi utilizzare questo esercizio nel modo opposto: pensa alla persona che ti piace, alla tua famiglia, e inizia a improvvisare parlando bene di loro.

E’ ugualmente utile, te lo assicuro! Una volta mi sfidai contro un rapper famoso di cui non posso fare il nome. Lui iniziò attaccandomi duramente e dopo un po’ si bloccò. Che splendida occasione! Quando fu il mio turno di controbattere, gli dissi in rima che non doveva abbattersi, che davanti a se aveva un futuro radioso e che secondo me era molto bravo. Rimasero tutti di sasso perché nessuno si aspettava un freestyle di complimenti e supporto per lo sfidante. Kiave, che era in giuria, si alzò per abbracciarmi. Avevo appena vinto la sfida rigirando contro l’avversario la sua stessa forza. Mi sono sentito un po’ come Bruce Lee.

Esercizio 5: Rappa di Ciò che Vedi

Guardati intorno: cosa vedi? Dove ti trovi? Che ore sono? Focalizza l’attenzione sul momento presente e inizia a descrivere quello che hai davanti. Vedi una lampada sulla scrivania? Quale è la storia di quella lampada? Di che colore è? Ti vengono in mente metafore o similitudini su quella lampada?

Questo esercizio serve a concentrarsi sul qui ed ora. Ricorda che quando fai freestyle conta solo il momento presente, conta solo quello che hai nella testa. La sopravvivenza nasce dall’adattamento, quindi adattati allo spazio e al tempo in cui stai vivendo!

Esercizio 6: Alternati con Un Amico

Questo è molto divertente, e ti spianerà la strada nelle sfide. Prendi il tuo compare (se ne hai uno) e rappate quattro barre per uno. Allacciati alla sua ultima rima e ribaltagliela contro, lui dovrà fare lo stesso.

Questa è una delle modalità con cui, nelle battle, vengono disputate le finali. E’ utile per allenarti a pensare velocemente, prerogativa essenziale di ogni rapper che voglia fare dei buoni freestyle.

Esercizio 7: il Freestyle Infinito

Ora sei pronto per il freestyle infinito. Metti il timer e inizia a rappare senza fermarti. Attenzione, però! Le rime devono essere tutte di buon livello, altrimenti fermati e ricomincia. Man mano aumenterai la tua destrezza e riuscirai a sostenere ritmi serrati di freestyle anche quando ti sentirai stanco!

Come Fare Freestyle: Conclusioni

In questa guida abbiamo esplorato le basi dell’improvvisazione. Ti ho spiegato cos’è il freestyle, ti ho dato qualche consiglio per affinare la tua tecnica e suggerito qualche esercizio per allenarti.

Ricorda di allenarti sempre per almeno 60 minuti al giorno: dopo un mese vedrai già i risultati!

Spero che questa guida ti sia stata utile: scrivimi se vuoi saperne di più!

Se vuoi allenarti anche a rappare velocemente puoi consultare la mia guida su come fare extrabeat

Se, invece, sei agli inizi, ti suggerisco di leggere quest’altra mia guida su come scrivere una canzone rap

A presto!

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Come Scrivere una Canzone Rap

Come scrivere una canzone Rap? Se sei qui è perchè vuoi capire come fare. Ci sono tante guide online, ma spero che troverai utile il mio punto di vista. Mastico questo genere da 20 anni buoni e di canzoni rap ne ho scritte parecchie.

Iniziamo quindi col dire che il Rap non è soltanto un genere, è qualcosa di più che ti accompagna nella tua crescita e nella tua ricerca di identità. Sapere come scrivere una canzone rap non ti porterà subito soldi, fama e donne (o uomini) ma di sicuro ti aiuterà a scavare dentro di te e a fare chiarezza nel tuo cuore. Perché è questa la grande utilità di questo genere: comunicare agli altri ma prima di tutto a te stesso. E, naturalmente, divertirsi!

Come Scrivere una Canzone Rap: la Scelta dell’Argomento

Per capire come scrivere una canzone Rap il primo step è la scelta dell’argomento. Parla di te stesso, all’inizio, o di qualcosa che conosci bene. Questa è la parte più delicata perché determinerà tutto il resto del processo creativo. Purtroppo negli ultimi anni le tematiche del rap si sono standardizzate parecchio, tant’è che molti brani ormai non parlano più di niente. Certo, ci vuole talento anche per parlare del nulla, ma inserire in un testo un po’ di profondità non guasta mai.

Per questo all’inizio può essere utile fermarti un secondo, fare un bel respiro e capire cosa senti dentro di te. Fai uscire lentamente i tuoi sentimenti e descrivili. Perché provi queste emozioni? Dove ti ha portato la vita fino ad ora? Dove vuoi andare? Sono tutte domande “primordiali” che scateneranno a grappolo una lista di argomenti.

Inoltre, un buon punto di partenza è anche quello di parlare di ciò che hai intorno. Cosa non ti piace della situazione politica nel tuo Paese? Come vive la gente accanto a te? E’ felice? E’ frustrata? Perché?

Puoi parlare di tutto, dunque, a patto che tu creda veramente in quello che dici. Non ha senso fingersi altro: non ha senso fingersi uomini di strada, fingersi criminali o poeti maledetti. Certo, all’inizio potrai far presa su qualche ragazzo giovane, ma a lungo andare la dissonanza verrà fuori.

Parla di ciò che hai vicino e di ciò in cui credi davvero. Se ami, parla dell’amore che provi. Se odi, parla dell’odio che hai dentro. Ma fallo in modo sincero.

La scelta della Strumentale (Scrivi su una, registra su un’altra)

Ok, l’argomento lo abbiamo. Ma ora dove scriviamo? Ti serve una strumentale.

Le vie da percorrere sono due: te la fai fare da un producer oppure ne prendi una edita dal web (ci sono siti come gotinstrumentals.com che ne hanno molte in free download).

Qualsiasi cosa sceglierai, rispetta il tuo stile. Se ti piace il conscious rap, almeno all’inizio è inutile scegliere una base trap solo perché va di moda. Oppure, se ti piace la carica che danno i suoni elettronici, sarà inutile scegliere un giro di piano acustico che non ti emozionerà. Perché una strumentale deve emozionare prima di tutto te stesso: è la piattaforma di decollo e di atterraggio delle tue rime. La cornice e la tela del tuo quadro.

Scegli una strumentale che ti permetta di esprimerti

Un consiglio: sceglila scarna, almeno nello spazio dedicato alle strofe. Una strumentale troppo piena non ti darà mai il risalto che meriti, ti troverai a dover urlare per cercare di superare la barriera degli strumenti. Less is more, come si suol dire: nel rap sono le parole ad essere le vere protagoniste, altrimenti tanto vale fare un altro genere!

A volte, specie se fai parte di un gruppo o se fai collaborazioni, può capitare che ti venga assegnata una strumentale su cui scrivere. In alcuni casi, però, la strumentale potrebbe non piacerti, e quindi non darti emozioni quando scrivi. In questo caso scrivi su una base simile, ma che ti piaccia, e poi adatta il tuo testo sulla base che ti è stata assegnata.

 
La Struttura: Rime, Metrica e Figure Retoriche

E’ giunto il momento di liberare la fantasia. Un rapper non è un cronista, non è un poeta, non è uno scrittore, ma è tutte queste cose messe insieme. Descrive la realtà in un linguaggio che gli altri possano assimilare facilmente, è un catalizzatore di emozioni.

La struttura delle rime si decide di pari passo con la base. Dunque, se una base è lenta, invece di creare intrecci di rime, è meglio utilizzare una struttura semplice per dare risalto ad ogni singola parola. Viceversa, se la strumentale è veloce e aggressiva, puoi sperimentare combinazioni di rime e metrica.

La struttura canonica delle rime Rap è quella in rima baciata, di solito in barre che a loro volta danno forma alle cosiddette “quartine”.

Esempio (Sergio Leone dei Colle der Fomento):
Butto il mozzicone, do’ una botta di sperone
Salgo sopra il palco, al posto della bocca c’ho un
cannone
Jack La Motta, mando fuori rotta il
carrozzone
Mo te tocca, tiette pronto per la
collisione

La seconda struttura base è quella a rima alternata.

Esempio 2 (1984 di Salmo)
Non ho il permesso di soggiorno
Sono nuovo da queste parti
Parto ma non so se torno
Non stare sveglio ad aspettarmi

(tecnicamente parti/aspettarmi è un’assonanza ma… può andare bene lo stesso)

Ci sono tante altre strutture più o meno elaborate: all’interno della stessa barra si possono anche inserire corrispondenze di due o più rime.

Esempio 3 (Rotten di Nitro)
Ho la mente contorta, a volte non ragiona
sprigiona l’odio dai pori come i tori di Pamplona

Una volta che avrai preso dimestichezza con le strutture di rime più semplici, puoi sempre provare a fare un po’ di extrabeat: in questa guida do’ qualche dritta su come rappare al doppio della velocità.

L’importanza delle Figure Retoriche

Non dimenticare le figure retoriche! Metafore, similitudini, metonimie e ossimori danno molto colore al testo. Le similitudini (“sei bella come il sole”) sono le figure retoriche più utilizzate nel rap, ma sono importanti anche le metonimie o le sineddochi (il contenitore per il contenuto, come “ho bevuto una bottiglia”), o le metafore (“ho pianto un mare di lacrime”, “la Luna è una falce”) e così via.

Non esiste una scuola di rime o di metrica che ti insegnerà a stare sul beat. E’ qualcosa che deve partire in primis da te: l’equilibrio si raggiunge dopo tanto allenamento e tanti sbagli. La parte difficile è sempre il primo passo, ma il secondo e il terzo saranno molto più semplici.
Stai capendo come scrivere una canzone Rap?

Le Punchlines

Fino a qualche anno fa si definivano “punchlines” le frasi ad effetto. Una bella frase è qualcosa che non va mai sprecato. C’è un punto esatto nel testo in cui va inserita. Magari all’inizio per dare forza al resto, magari alla fine per chiudere in bellezza, magari al centro per dare dinamica al tutto. L’importante è non esagerare mai: troppe punchlines caricano eccessivamente il pezzo, troppo poche tolgono profondità. L’equilibrio è sempre nel mezzo.

Le punchlines non vengono “a comando”: a volte sono frutto di pensieri e ragionamenti che si fanno lontano dal momento della scrittura. Magari stai guardando il cielo e ti viene in mente una rima bellissima, magari stai guidando e ti arriva l’illuminazione. Annotale sul telefono, su un block notes, dove vuoi, e tirale fuori al momento opportuno per inserirle nel tuo testo.

Come scrivere una Canzone Rap: Il Flow

Flow“, in inglese, significa “scorrere“. Il flow di un rapper è quindi il modo in cui pronuncia le parole, l’energia che ci mette e la scorrevolezza che da’ al brano. Ogni rapper ha un proprio flow, che va rispettato e assecondato per dare il meglio di se’. E’ un marchio di fabbrica e allo stesso tempo un segno distintivo.

Trova il tuo flow. Non seguire quello degli altri. Tanta gente mi fa sentire i suoi brani, e il 90% di questi rapper ha un flow simile ad altri artisti. Ascoltando il flow di un giovane rapper puoi capire se il suo artista preferito sia Salmo, Gemitaiz o Noyz. E’ normale, dopo aver ascoltato tre album di fila del tuo idolo, cantare come lui. E’ un primo passo verso un approccio personale. Trova il tuo flow e assicurati che non assomigli a quello di nessun altro rapper.

Come Scrivere una Canzone Rap: Il Ritornello

Ok, ipotizziamo che tu abbia compreso come scrivere una canzone rap. Hai scritto due strofe stupende, piene di rime e cambi di metrica. Adesso manca un ritornello.

Ma il ritornello è così importante?

Dipende. Dipende perché alcuni brani vanno bene così, come se fossero un flusso di coscienza. Ma se vuoi inserire un ritornello cerca una formula che si adatti al tuo stile, una frase che la gente possa ricordare alla fine del brano, un concetto interessante. Ricorda che il ritornello, di norma, deve essere più semplice della strofa, e deve risaltare rispetto al resto. Se canti, quindi, assicurati di cantarlo con un’intonazione più alta rispetto alla strofa.

Se invece vuoi scrivere un buon ritornello rap, utilizza una struttura semplice e chiara, senza però scadere nel banale. Ricorda che il ritornello deve riassumere il brano, o almeno l’essenza di quello che vuoi comunicare, quindi potrebbe tornarti utile il discorso sulle punchlines fatto in precedenza. Ci sono ritornelli composti soltanto da una parola ripetuta più volte, altri che vengono ricordati per la melodia (il cosiddetto earworm, cioè la melodia che non ti si stacca più dalla testa), altri che vengono ricordati perchè hanno una frase che accomuna tanta gente e riassume un sentimento comune.

Seleziona il tuo ritornello

Il mio consiglio è quello di scrivere tre, quattro ritornelli e fare delle prove. Lascia riposare il ritornello dopo averlo scritto: ritornaci su il giorno dopo e vedi l’effetto che ti fa. E, soprattutto, fallo ascoltare a qualcuno: il parere spassionato di una persona che non se ne intende di musica, a volte, è molto più importante e “puro” di quello degli addetti ai lavori!

Come scrivere una Canzone Rap: Pazienza e Perfezione

All’inizio non scriverai niente. Ti metterai con carta e penna e il foglio rimarrà vuoto per mezz’ora. Lo straccerai, lo lancerai nel secchio della spazzatura, scriverai di nuovo, cancellerai quello che hai scritto, ti arrabbierai. Va bene così, la strada per la perfezione è lastricata di errori.

La seconda volta che scriverai, però, uscirà qualche parola in più. La terza volta andrà ancora meglio, e così via. Non avere fretta di scrivere subito un capolavoro, per il semplice fatto che i capolavori richiedono tempo, dedizione e passione. Accetta l’errore, accetta il fatto di essere agli inizi perché l’umiltà e la consapevolezza sono doti rare che ti porteranno molto lontano, se le interiorizzerai.

Cosa importante: correggi il tuo testo. Rileggilo dopo qualche ora per smussare quello che, scritto di getto, non ti suona bene ad un ascolto più attento. Quindi cambia le rime se non ti piacciono, inverti l’ordine delle strofe, inserisci cambi di metrica e cerca di fare una cosa che sia il più possibile armoniosa ed equilibrata.

Spero che questa guida ti sia stata d’aiuto. Ora che hai capito come scrivere una canzone rap, ti auguro una buona scrittura!

Se vuoi confrontarti con i miei brani, puoi ascoltare il mio album “L’ultima Luce”, prodotto da Big Fish. Ci troverai molti spunti interessanti per quanto riguarda rime, metriche, extrabeat e punchlines.

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Extrabeat: Scopri Cos’è e Impara a Farlo

Extrabeat: una Guida per orientarsi nel mondo del rap ad altissima velocità.

Cos’è l’extrabeat? è una modalità di rap che permette di andare al doppio della velocità rispetto alla base, creando un effetto strabiliante e quasi ipnotico.

L’Extrabeat per un rapper è una carta importante, perchè sul palco ha un effetto quasi sempre efficace. Come tutte le tecniche, però, va padroneggiata con equilibrio. E in un certo senso si tratta proprio di equilibrio. Sostenere un extrabeat, anche per 30 secondi, non è per niente facile: basta sbagliare una parola per creare un effetto domino di disastri!

extrabeat

Extrabeat: le Origini

Due parole sulla nascita di questo stile. Ci sono moltissimi rappers in tutto il mondo che oggi vanno in extrabeat, ma le origini sono attribuite, ovviamente, agli Stati Uniti. Precisamente, ci troviamo negli anni ’90 nella zona del Midwest, dove i rappers della zona hanno creato un proprio stile in contrapposizione con quello della East e West Coast, che allora la facevano da padrone.

Nel Midwest gli MCs si sono specializzati in un tipo di rap detto “chopper“, slang per il fucile AK-47. Project Blowed Recordings e Dayton Family sono alcune delle realtà dell’epoca, prima che l’extrabeat trovasse consacrazione commerciale con artisti come Bone Thugz n Harmony, Twista e Tech N9ne.

Due dei migliori MCs esperti di extrabeat, però, provengono rispettivamente da New York e Detroit. Sto parlando ovviamente di Busta Rhymes ed Eminem, che ad oggi continuano a fare sfoggio del loro fast rap.

Extrabeat in Italia

In Italia non mancano esempi validi di Extrabeat: da Gemitaiz e MadMan a Salmo, da Nitro a Primo Brown, quasi tutti i rappers si sono dilettati in questa tecnica. Veleno 6 (Gemitaiz e Madman), Kingz Supreme (Machete) e Rhymes (Primo) sono alcuni degli esempi più lampanti. Non mancano esempi un po’ più datati come Tana 2000 (Club Dogo e Dargen d’Amico).

E poi ci sono io: ho partecipato ad Italia’s Got Talent rappando per intero su “Il Volo del Calabrone“, il brano più veloce mai composto. Alcuni rappers non l’hanno considerato rap per l’assenza di un beat in sottofondo. In realtà la sfida è stata proprio quella! Rappare in extrabeat senza batterie che scandiscano il tempo ed uscire dai 4/4, il tempo canonico del Rap. Fortunatamente il pubblico mi ha dato ragione facendomi arrivare in finale!

 

Extrabeat: i Segreti di quest’Arte

Nessun MC ti svelerà mai i segreti dietro questo stile. Durante la mia carriera ho conosciuto molti rappers bravi nell’extrabeat, tutti molto attenti nel far passare questa modalità di rap come qualcosa di magico. In realtà si tratta solo di tecnica ed allenamento… ed ovviamente talento ed inventiva!

Extrabeat: Forma e Significato

Prima di avventurarti nella stesura di un testo in extrabeat, ti invito a prendere del tempo per te e riflettere su ciò che vuoi davvero comunicare. La forma è importante, ma il contenuto lo è di più. Senza una solida base di concetti, il tuo extrabeat non andrà molto lontano. So che il rap ormai parla di cose piuttosto vane, ma ti prego di innalzare il livello di questo genere non solo nella forma ma anche nella sostanza. Fai quindi largo uso di figure retoriche: metafore, similitudini e tutto ciò che l’immaginazione ti suggerisce.

Extrabeat: La Scelta del Beat

Ora che hai focalizzato le cose da dire, concentriamoci sulla scelta della base. Ricordati che dovrai andare al doppio della velocità, quindi inizialmente ti consiglio una canonica base trap, con un tempo intorno ai 70 bpm. Così facendo dovrai andare a 140 bpm, quindi presta attenzione ad incastrare tutte le parole. Quando sarai un po’ più esperto potrai dilettarti con qualcosa di differente: una beat boombap, ad esempio, a 90 bpm: 180 bpm sono una bella sfida, ma con un po’ di allenamento ci puoi riuscire!

Extrabeat: La Scelta delle Parole

Non basta prendere un testo normale e cantarlo più veloce: per fare extrabeat bisogna scegliere al meglio le parole da utilizzare. E questa è una cosa che tutti sottovalutano!

Ognuno di noi ha una bocca diversa, una lingua di forma diversa e qualche difetto di pronuncia, difetti che ci rendono unici. Tutto sta a trasformare queste imperfezioni in armi. Come? Evitando tutte quelle parole o quelle lettere che non riusciamo a pronunciare bene.

Se io, ad esempio, non so pronunciare bene la “S”, eviterò di scegliere parole piene di “S”, per non creare l’effetto “Jovanotti”. Sceglierò, invece, parole che riesco a pronunciare bene, magari con “L”, “M” e tante vocali, così da rendere la strofa più scorrevole.

Studiare i punti per Prendere Fiato

Un bravo MC in Extrabeat non è quello che non respira mai, ma quello che respira senza dare l’impressione di farlo!
Studiati i punti precisi in cui prendere fiato, allenati a rappare la tua strofa e ogni tanto lascia un secondo vuoto per respirare. La respirazione è fondamentale, e bisogna che la voce non esca mai strozzata per dare al pubblico l’impressione che tu padroneggi perfettamente quest’arte.

Ascolta tutti ma fai di Testa Tua

Nel tuo cammino incontrerai tanti finti esperti: “cambia questo” ti diranno, “questo non mi piace”, “io lo faccio meglio”. Sappi che il rap è un genere pieno di personaggi che distruggono invece di costruire. Scrivi le tue strofe, perfeziona il tuo extrabeat, segui la via dell’umiltà, sali sul palco e lasciali tutti a bocca aperta.

In Conclusione

In questa guida introduttiva abbiamo esplorato le basi dell’extrabeat: dalle origini alle prime tecniche per padroneggiarlo al meglio. Se ti è piaciuta, ascolta la mia musica e scrivimi se vuoi saperne di più!

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“Gloria” inserita nella raccolta “Scuola Autori di Mogol”

mogolIl testo di “Gloria“, brano di Skuba Libre, è stato inserito all’interno della raccolta “CET – Scuola Autori di Mogol“. A selezionarla è stato lo stesso Mogol insieme ad una commissione, nell’ambito di un concorso letterario indetto dalla Scuola CET in collaborazione con Aletti Editore. La raccolta contiene i migliori brani del concorso ed è in vendita in tutte le librerie, anche online.

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Skuba Libre x ANMIL: Qualcosa Cambierà

Skuba Libre Qualcosa Cambierà - Cover

Qualcosa Cambierà è un brano realizzato da Skuba Libre per ANMIL, l’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro. Il pezzo è diventato l’inno del “Tour per la Sicurezza” di ANMIL, in cui Bruno Galvani ha percorso tutta l’Italia in sedia a rotelle facendo tappa nelle città teatro di incidenti sul lavoro. L’impresa di Galvani, presidente dell’Associazione ANMIL Sosteniamoli Subito, ha trovato il supporto del Senato e di RAI, che hanno messo a disposizione le rispettive risorse per la sensibilizzazione allo scomodo tema.

Qualcosa Cambierà racconta in due storie la situazione in cui verte attualmente la nazione, fatta di tristezza disarmante ma anche di rabbia e voglia di rivalsa. Parlare di infortuni sul lavoro e invitare a prevenirli non è facile e neanche scontato, ma il rap rimane uno dei mezzi di comunicazione più efficaci per lanciare – e far arrivare – certi messaggi, d’impulso e di pancia.

 

Il pezzo è disponibile per l’ascolto su www.skubalibre.it e per il download digitale su iTunes o Amazon

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Skuba Libre – Fame d’Aria

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